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Analogie Tra Campo Gravitazionale e Campo Elettrico

-Campo Gravitazionale

            -Intensità

            -Linee di forza

            -Lavoro

            -Energia potenziale

            -Principio di conservazione dell’energia meccanica

-Campo Elettrico

            -Intensità

            -Linee di forza

            -Lavoro

            -Energia potenziale

            -Principio di conservazione dell’energia

Il concetto di campo incominciò a farsi strada con Faraday e si affermo definitivamente con Maxwell. Secondo la teoria dei campi, ogni effetto fisico si propaga nello spazio con velocità finita in modo che il mezzo in cui si diffonde l’azione non è più un supporto passivo. Più specificamente un campo indica l’insieme dei valori che una data grandezza fisica assume in una regione dello spazio.

La forza del campo elettrico agisce tra due cariche di segno opposto , nello stesso modo in cui la forza gravitazionale agisce tra due masse.

Infatti per campo elettrico intendiamo la modificazione dello spazio circostante una carica Q, indipendentemente dalla presenza di una seconda carica. Il campo si manifesta con forza agenti sulle cariche circostanti, ognuna delle quali è espressa dalla legge .

Nel caso del campo gravitazionale esso è un campo di forza, dove una massa m, detta massa eploratrice, risente nello spazio circostante al corpo l’azione della forza di gravità  in cui M è la massa generatrice del campo (la

 Terra, supposta sferica) ed r la distanza di m dal suo centro. Si definisce intensità del campo gravitazionale o semplicemente campo il rapporto  tra la forza di attrazione gravitazionale agente sulla massa m ed m stessa.

 Tenendo contro dell’espressione della forza, l’intensità del campo gravitazionale in un punto P a distanza r dal centro della Terra è espressa in modulo dalla relazione ,è diretta verso il centro della Terra ed è dipendente dalla M

 della terra e dalla distanza r. Il vettore intensità del campo gravitazionale terrestre coincide in ogni punto con il vettore accelerazione di gravità e quindi nel sistema di misura SI si esprime in m/s2.

Allo stesso modo la grandezza che individua il campo elettrico è l’intensità del campo elettrico o più semplicemente campo elettrico espresso dal rapporto  tra la forza agente sulla carica q e la carica q stessa. Se consideriamo,come per il campo gravitazionale, l’espressione della forza di attrazione del campo elettrico, vediamo che il modulo del campo è espresso dalla legge  dalla quale

 notiamo che il campo dipende dalla carica Q che lo genera (detta appunto generatrice) e dalla distanza r, ed è indipendente dalla carica esploratrice q.

Il campo gravitazionale può essere rappresentato graficamente tramite le linee di campo o linee di forza definite come quelle linee che godono della proprietà di avere in ogni loro punto la retta tangente avente la stessa direzione del campo in quel punto. Anche il campo elettrico viene rappresentato graficamente tramite linee di forza che sono più fitte nei punti più vicini alle cariche che generano il campo, nei quali il campo è più intenso. Se la carica generatrice è negativa le linee di campo saranno entranti se la carica è positiva le linee di campo saranno uscenti.

Ora occupiamoci del lavoro nei 2 campi. Consideriamo il caso in cui la circuitazione del campo elettrico sia nulla in un qualsiasi cammino chiuso, che il campo non sia indotto e quindi che il campo sia conservativo. Vediamo come questo in entrambi i campi non varia al variare della traiettoria ma dipende solo dalle distanze rA e rB dei due punti dal centro della terra per il campo gravitazionale e dal centro della carica per il campo elettrico.

 

 

 

in cui la quantità r2, che varia da rA2 a r12, può essere approssimata con la media geometrica rAr1 esprimendo così il lavoro con la seguente relazione:

In modo analogo si calcola il lavoro per gli altri spostamenti:

Eseguendo la somma si ottiene che il lavoro totale è :

Anche per il campo magnetico abbiamo dimostrato che il lavoro per una fissata coppia di punti A e B all’interno del campo, non varia al variare della traiettoria e dipende soltanto dalla loro distanza rA ed rB dalla carica.

  Casella di testo: Se una carica q viene portata dalla posizione A alla posizione B, a distanza rA ed rB, rispettivamente, dalla carica generatrice del campo, dividiamo lo spostamento rA - rB in piccoli intervalli e calcoliamone il lavoro in ciascuno di questi. Il lavoro totale ci è dato dalla somma dei lavori parziali. Gli spostamenti parziali devono essere abbastanza piccoli da poter considerare costante la forza elettrica.
Il lavoro compiuto dalla forza elettrica nel primo spostamento che va da rA a r1 è:

in cui la quantità r2, che varia da rA2 a r12, può essere approssimata con la media geometrica rAr1 esprimendo così il lavoro con la seguente relazione:

In modo analogo si calcola il lavoro per gli altri spostamenti:



Eseguendo la somma si ottiene che il lavoro totale è :

Anche per il campo magnetico abbiamo dimostrato che il lavoro per una fissata coppia di punti A e B all’interno del campo, non varia al variare della traiettoria e dipende soltanto dalla loro distanza rA ed rB dalla carica.
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La grandezza  rappresenta l’energia potenziale della massa m nel campo gravitazionale generato dalla Terra.

Il lavoro può essere espresso anche in funzione dell’energia potenziale:  dove UA e UB sono i valori

 dell’energia potenziale rispettivamente in A e in B. L’energia potenziale gravitazionale aumenta con la distanza dal centro della Terra.

Anche nel campo elettrico è presente l’energia potenziale elettrica della carica q indicata anch’essa con la lettera U e tale che  . Se consideriamo di attribuire valore zero all’energia potenziale all’infinito possiamo esprimere

cioè possiamo dire che l’energia potenziale elettrica di una carica q a distanza r da Q è il lavoro che è

 necessario spendere per portare la carica q dall’infinito a quel punto. Quando due cariche sono di segno opposto l’energia è negativa e in valore assoluto aumenta col diminuire della distanza r tra le due cariche.

Sapendo che il lavoro compiuto dalla risultante delle forze agenti su un punto materiale è uguale alla variazione dell’energia cinetica, possiamo esprimere il lavoro della forza gravitazionale per lo spostamento della massa m da A a B con la relazione  che se messa a confronto con  ci da  da cui

Esplicitando sia l’energia cinetica che l’energia potenziale gravitazionale possiamo scrivere:

 

cioè la somma dell’energia cinetica e dell’energia potenziale assume lo stesso valore in A e B. Quindi possiamo affermare che durante il moto della massa m nel campo gravitazionale l’energia totale è costante:

La precedente formula esprime il principio di conservazione dell’energia meccanica nel campo gravitazionale terrestre. Un corpo di massa m dotato di energia totale E in un campo gravitazionale può spostarsi nel campo in tutte le posizioni in cui l’energia totale E è maggiore o uguale all’energia potenziale gravitazionale U, come richiede il principio di conservazione dell’energia meccanica.

Per la stessa motivazione la somma dell’energia cinetica e dell’energia potenziale elettrica di una carica in moto in un campo elettrico si mantiene costante. 

 

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