Nonostante le esplosioni delle bombe atomiche sulle città Giapponesi, i Russi, in base alle informazioni trapelate dagli studi segreti condotti sia in Germania che in America già dal 1942 erano a conoscenza delle tecniche costruttive di queste terribili armi. L’8 agosto 1953 i Russi annunciavano l’esplosione della prima super bomba sovietica 33 volte più potente di quella di Hiroshima. Il 23 novembre del 55 esplode la bomba H con una potenza di 4 megatoni. Queste terribili bombe, essenzialmente piccole e maneggevoli erano ideali per essere montate su razzi. L’angoscia delle due superpotenze portò alla micidiale spirale della corsa agli armamenti nucleari. Iniziò così la guerra fredda che si sviluppò non solo come scontro politico-diplomatico, ma anche come permanente competizione tra i due blocchi nei settori più diversi, dall’economia alla cultura allo sport e che aveva come ultimo obiettivo la conquista della Luna. Il confronto Usa-Urss assunse particolare rilievo sul piano scientifico e sul piano spettacolare sui viaggi spaziali. I vincitori della guerra si impadronirono dei migliori scienziati tedeschi che furono portati sia negli Stati Uniti sia in Russia per trasferire le loro conoscenze missilistiche. Infatti le prime sperimentazioni su queste armi belliche furono compiute dai tedeschi nella fase conclusiva della guerra. Sebbene
Wernher Von Braun ( padre della missilistica moderna, creatore assieme ad altri scienziati tedeschi dei V2, razzi teleguidati capaci di trasportare 1000 kg di esplosivo) lavorasse sotto contratto dell’US Army Ordinance, essenzialmente non aveva interessi a sviluppare razzi per usi bellici, ma pensava piuttosto alla realizzazione di mezzi in grado di raggiungere la Luna e gli altri pianeti del sistema solare. Ma comunque accettò gli scopi militari solo per ricevere gli stanziamenti necessari per le sue ricerche. Dopo vari tentativi senza ottenere un grande successo gli americani rivali dei russi stavano perdendo terreno. Il 4 ottobre 1957 il pianeta Terra ha un altro satellite in orbita. Usando le parole di Nikita Kruscev:”l’Unione Sovietica ha messo in orbita per la prima volta al mondo un satellite artificiale nello spazio intorno alla Terra” Sputnik
appunto, come è stato
chiamato dai Russi. Il satellite rimase in orbita per 4 mesi e rientrò
nell’atmosfera disintegrandosi il 4 gennaio 1958. Lo Sputnik al suo interno
ospitava una stazione di trasmissione : i circuiti radio
trasmettevano e inviavano messaggi telegrafici intermittenti. All’inizio degli
anni 60 però, non si sapeva quasi nulla su come avrebbe reagito l’uomo alla
forte accelerazione di un razzo e poi all’assenza di peso:fanno da cavia le
cagnette Laika, Belka e Strelka grazie alle quali si scopre che le pulsazioni
cardiache aumentano durante l’accelerazione e rallentano rispetto alla norma
in assenza di peso. Nel 1959 l’Unione Sovietica mandò un suo veicolo spaziale
chiamato
Luna 3
intorno alla Luna:esso fu il primo oggetto in grado
di fotografare la faccia nascosta della luna. Nel frattempo anche gli
americani, nel gennaio del 1958, inviarono nello spazio L’Explorer.
Nello stesso anno, venne istituita la
NASA (National Aeronautics and Space Administration), un
ente federale che aveva il compito di ideare e coordinare i programmi
spaziali. La competizione si faceva sempre più serrata fino al 12 aprile 1961
quando il russo Jurij Gagarin fu il primo uomo ad effettuare un’orbita intorno
alla Terra. Per gli americani fu uno smacco insopportabile. J.F.Kennedy,
eletto presidente nel 1960, spinto dalla supremazia russa, stanziò i fondi
necessari affinché gli USA superassero i Russi nella corsa allo spazio. Iniziò
il progetto Apollo per far passeggiare sulla Luna astronauti statunitensi.
500000 scienziati e tecnici si impegnarono duramente per raggiungere
l’obiettivo. Il primo fra tutti fu Von Braun che progettò il razzo vettore
tristadio Saturn V. Dopo innumerevoli difficoltà e superamento di problemi
tecnologici estremamente complessi, arriva l’alba del giorno sognato da
migliaia di anni.
21 luglio 1969 alle ore 16.55
ore italiane, un uomo appoggia i piedi sulla superficie di un altro corpo celeste diverso dalla Terra “ è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità.”
Così
si espresse Neil Armstrong, astronauta Statunitense, appena sceso sul suolo
lunare dal modulo lunare chiamato
Eagle.
Dopo poco anche Edwin Aldrin detto Buzz scende
dalla scaletta del
LEM. Il collegamento
del memorabile evento è trasmesso a tutto il Mondo. Armstrong inquadrato dalla telecamera di Buzz
Aldrin disse “…dedico questo esperimento a Galileo, nella mano destra ho
una piuma, nella sinistra un martello ora li lascio cadere
contemporaneamente”.
Tutti i telespettatori del mondo da casa videro che sulla Luna i due corpi
toccarono suolo nello stesso istante. I due astronauti trascorsero 21 ore
sulla superficie lunare e dopo le loro storiche passeggiate sulla Luna , essi
attraccarono con successo al Modulo di Comando “
Columbia”
ove Michael Collins li attendeva pazientemente, orbitando attorno alla Luna.
Complessivamente, in tutte le missioni Apollo, 12 astronauti hanno passeggiato
sulla Luna, tra il 1969 e il 1972. Lo scopo politico della missione, cioè la
supremazia americana a fronte di quella sovietica era stata raggiunta.
Ai politici la Luna non interessava affatto, ma la scienza, che non ha legami politici e di bandiera, è uscita trionfante, nonostante tutte le pressioni politiche etiche e religiose, superando il segreto militare e industriale. La scienza si aprì al mondo verso la conquista della conoscenza Gli astronauti recuperarono 382 chili di materiale lunare da sei località diverse. Le scoperte fatte dall’esame delle rocce lunari risultarono talmente importanti che si comprese di più in quei pochi anni di esplorazione che in migliaia di anni di storia. Dopo la conquista della Luna, la sfida parallela alla Guerra Fredda si affievolì e si poté assistere qualche anno più tardi anche alla missione congiunta Stati Uniti-Unione Sovietica
Apollo-Soyuz.